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lunedì 11 aprile 2016

MR CHOCOLAT - COMMENTO PERSONALE, TRAMA, SPOILER FINALE

Comicità naturale per i due protagonisti, mista alla tristezza della storia vera sul razzismo nell'Europa del primo '900 (non che ora sia migliorata).
Consigliato per fare due risate sane e riflettere un po' sulla condizione dei migranti.

TRAMA
In un circo di periferia un povero clown, nobile decaduto della sua stirpe si lascia intendere, cerca lavoro proponendo i suoi numeri da clown bianco. Il proprietario però lo rimbalza. Lui resta a vedere lo spettacolo e scopre il talento comico di un ragazzo africano che interpreta il selvaggio.
Creano un nuovo e inaudito duo di clown, un augusto (mr chocolat) con un clown bianco. Un duo che fa ridere il pubblico, scena principale il calcio nel sedere.
SPOILER FINALE
il clown bianco capisce la potenzialità e non vuole fermarsi al circo di periferia, chiede un aumento e dopo sforzi lo ottiene. Ma non gli basta, così accetta il contratto con un circo di Parigi.
I due riscuotono grande successo, ma Mr Chocolat ha 3 grandi vizi:alcol, gioco d'azzardo e donne. È un hoochie coochie man, le attira tutte, ma poi beve e perde tutti gli averi al gioco. Erano ricchi e famosi:auto, cinema, pubblicità, giocattoli,...
Punto di svolta è l'arresto per clandestinità, lui è un africano venduto a una famiglia spagnola e scappato in Francia senza documenti (La delatrice è la padrona del circo di periferia invidiosa). In carcere conosce un politicante haitiano che lo convince che non può più continuare a farsi prendere a calci nel culo da un bianco perché ciò umilia tutti i migranti come lui.
Tornato libero, complice anche la nuova donna del periodo, o la nuova dipendenza da oppio, decide di mollare il duo comico per darsi al teatro, vuole fare l'Otello.
È comunque un tossico e così si comporta per tutte le prove. Ma il giorno dello spettacolo sembra andare bene... Sembra perché, come più volte profetizzato dall'amico bianco, il pubblico non è ancora pronto a vedere un negro di successo, quindi piovono fischi.
La parabola crescente finisce, giusto per rincarare la dose, mr Chocolat viene pure picchiato dai creditori. Il suo compagno si ritrova costretto a reinventarsi un numero con travestimento da donna, ma lui si vedeva sin da principio che sarebbe caduto sempre in piedi (un tipo bacchettone, senza fronzoli, dedito al lavoro,...).
Il film riapre su un circo di periferia nel periodo della prima guerra mondiale. Mr Chocolat è invecchiato male, la TBC lo sta distruggendo. Lavora come spazzino del circo con la moglie e i figli adottivi che lo accudiscono anche se lui non si vuole curare. La scena finale è il ritrovo dei due clown, il bianco ancora uomo di successo che ha diversificato gli investimenti e mantenuto anche la famiglia di mr Chocolat, e l'augusto che ormai è sul letto di morte. Ricordano assieme le risate dei bei tempi passati, si svela che il bianco aveva barato sul primo contratto approfittando dell'ignoranza dell'altro (loro guadagnavano 7 franchi al giorno x 30 gg x 2 px=420 franchi, invece Parigi offriva solo 300 franchi... Ma rischiare era stata la mossa giusta).

Hasta Siempre

The Boss

giovedì 10 marzo 2016

FAHRENHEIT 451 - COMMENTO PERSONALE, TRAMA, SPOILER FINALE

Il libro non l'avevo letto (sono un pigrone), però mi dicono che è corrispondente al film con i giusti tagli di tempi.
Il film si presenta veloce e senza tempi morti, ti tiene attaccato allo schermo e non è banale nelle soluzioni, d'altronde si tratta di un film preso da un libro.
Consigliato a chi piacciono le teorie complottistiche e piace immaginare una possibile soluzione per un futuro migliore (anche se il film già lo sperava un po' di anni fa e mi sembra non sia migliorata la situazione...).

TRAMA

Protagonista della storia è un pompiere, nel futuro però i pompieri sono un po' particolari: bruciano i libri perchè rendono la gente pensante e minano la vision del regime "se siamo tutti uguali siamo tutti felici".
Questo pompiere è fiero del suo lavoro, ha una bella moglie, una bella casa, una vita comune e piatta come imposta dal regime.
Un giorno però una vicina di casa lo approccia sul mezzo di trasporto che lo riporta a casa, una monorotaia sospesa (immagini dal futuro). Questa ragazza lo sconvolge, gli mette il dubbio che nei libri ci sia qualcosa che valga la pena di essere letto.

SPOILER FINALE

La storia corre veloce, lui inizia a rubare i libri dalle case in cui fa le incursioni, legge notte tempo decine di libri e inizia a crearsi una coscienza, si accorge che la moglie vive di pastiglie che condizionano i suoi stati d'animo e che la lobotomizzano davanti a una televisione di regime che vuole tutti "cugini" di un'unica famiglia felice.
Il casus belli è il suicidio di una signora che si lascia ardere assieme alle centinaia di libri della sua biblioteca (interessante anche leggere i titoli scelti).
Da qui il pompiere capisce che non può più aspettare, scopre che anche la vicina carina era sfuggita a un'incursione e cerca di salvarla roccambolescamente. Promettendo anche di avere un piano per incastrare tutti i pompieri mettendo libri nelle loro case e distruggendo il sistema.
Sembra tutto chiuso quando ha finito di aiutare la vicina fuggiasca a bruciare l'elenco dei rifugi dei "lettori anonimi", ma il colpo di scena deve ancora venire.
La moglie, stanca di vedere il marito pompiere sempre più cosciente del male di vivere, lo denuncia e il giorno seguente lui sarà costretto a perquisire la sua stessa casa.
Qui c'è lo strappo definitivo, il protagonista uccide il proprio capo e scappa verso il paradiso degli "uomini libro", un posto di cui gli aveva parlato la vicina in cui ogni persona si impara a memoria un libro e mantiene viva la speranza che in un futuro qualcuno li possa tornare a leggere.
Qui vede che il regime ha inscenato il suo omicidio per ristabilire la giustizia e uguaglianza che serve per il mantenimento dell'obiettivo di uguaglianza a tutti i costi.
Naturalmente il finale non poteva che essere coronato con l'incontro con la vicina carina...

Che bello riscoprire i bei film culturali, in queste settimane ho rivisto anche 8 e mezzo, quarto potere, fuocammare, mozes il pesce e la colomba, e chissà cos'altro mi aspetta! Ti fanno capire che i video non sono solo youtube e serie tv, ti fanno capire che esiste un po' di speranza anche per questo mezzo comunicativo!

Hasta siempre

The Boss


lunedì 4 gennaio 2016

IRRATIONAL MAN - COMMENTO PERSONALE, TRAMA, SPOILER FINALE

COMMENTO PERSONALE
Woody Allen ha fatto un nuovo film? Trae spunto da Dostoevskij? Come puoi non vederlo?
Beh, direi che ha tradito le mie attese... Film carino e interessante, ti tiene incollato allo schermo, ti fa ragionare, ma se uno ha letto Delitto e Castigo si aspetta un altro finale...
Lo consiglio per una serata al cinema con la fidanzata o gli amici, non è una pietra miliare del cinema sicuramente.

TRAMA
Tre i protagonisti principali: un professore di filosofia bello e maledetto, una lolita invaghita del professore, una professoressa di chimica stanca della vita routinaria di un matrimonio finito e rallegrato solo da alcol e droghe.
Lui è preceduto dalla sua fama di poeta maledetto: ubriacone, donnaiolo, tenebroso e protagonista di miti che più si diffondono più si arricchiscono di dettagli fantasiosi. Arriva in un college dove tutti hanno già delle aspettative dal suo ingresso e lui non le tradisce. Le ragazzine si innamorano, lui spiega i filosofi del '800 come fossero le barzellette (mostrando esplicitamente i riferimenti a Delitto e Castigo), i professori lo guardano storto...
Lui si sbatte (o ci prova, visto che l'alcol e la depressione lo hanno reso impotente) la professoressa di chimica stanca dal rapporto triste col marito poco presente, nel mentre la studentessa che si innamora di lui riesce a stringere un rapporto extrascolastico, che però si mantiene sempre rispettoso (o quasi).
Un giorno tutto cambia: professore e studentessa seduti al bar sentono una signora che parla dei suoi problemi con l'affidamento dei figli dovuti a un giudice disonesto...

SPOILER FINALE
Chi ha letto Delitto e Castigo inizia a trarre le sue conclusioni ripensando alla vecchia avida e alla fine che ha fatto, Woody Allen non tradisce da subito, fa esaltare il suo protagonista all'idea dell'omicidio, gli fa organizzare minuziosamente il suo piano, fa compiere il delitto, lo fa compiacere, ma lascia già trapelare che la conclusione non sarà quella del libro.
Il protagonista commette molti errori: si fa sgamare da una studentessa mentre ruba il veleno con cui ucciderà il giudice, si lascia scappare qualche parola di troppo con la studentessa volendo dimostrare la sua bravura e sputtana particolari che ancora non sono usciti sui giornali, si bulla con la professoressa che però si è accorta che le sono "casualmente" sparite le chiavi del laboratorio...
Nel mentre si sente ringalluzzito dal delitto commesso e così lascia la professoressa e si mette con la ragazzina, rivive una seconda giovinezza, finché...
Finché la gente non si parla e la ragazzina mette insieme i pezzi del puzzle capendo tutto.
Lui ammette il delitto, ma non vuole costituirsi, si vede costretto a fare le valigie e se ne va...
Se non fosse che viene arrestato un altro sospetto e la ragazzina lo mette alle strette. Lui dice che vuole aspettare di vedere se il sospettato non viene liberato, lei invece gli dà un ultimatum dicendo che se non si costituisce subito lui lo sputtanerà lei (perché tanta fretta Woody? Dovevi rimanere nei 90 minuti di attenzione del pubblico?).
Così lui organizza la fuga con la professoressa e soprattutto il secondo delitto, uno tira l'altro come le ciliegie e le bugie, ma stavolta il fato gli è avverso (il fato? Dostoevskji?) e scivola su una torcia mentre sta spingendo la studentessa nella tromba dell'ascensore e finisce per uccidersi...
La studentessa ritorna col fidanzatino rincoglionito che era stato tradito da lei col professore, e vissero tutti felici e contenti.

Non era il finale che volevo io e che avrebbe dato Dostoevskij, almeno credo... Ma che si può pretendere da un film di 90 minuti per un pubblico generico contro il mattone da 2 tomi letto con l'occhio critico di chi conosce la filosofia quasi contemporanea di Nietzsche?

Hasta Siempre

The Boss

martedì 15 settembre 2015

L'A.S.S.O. NELLA MANICA - COMMENTO, TRAMA, SPOILER FINALE

COMMENTO
Film commedia per una serata leggera. Potrebbe sembrare il tipico film per adolescenti, ma si rivela simpatico, pieno di colpi di scena e non troppo smielato.
TRAMA
A.S.S.O. è l'acronimo per Amica Sfigata Strategicamente Oscena. L'A.S.S.O. è la tipica amica bruttina che si tengono stretta le più belle per sembrare ancora migliori, ma le sfigate non sanno di essere A.S.S.O. e si sentono semplicemente graziate dalle bulle che le accudiscono. L'A.S.S.O. è l'anello immancabile della strategia di sopravvivenza al periodo dell'adolescenza. La protagonista è una di queste, finché un giorno il vicino di casa (un bullo) le apre gli occhi...
SPOILER FINALE
Lei è in piena crisi, fanculizza le amiche, cerca aiuto nelle tecniche di sopravvivenza alla crisi di mezz'età che insegna la madre. Finché non ha l'idea vincente, chiedere aiuto al vicino. Lui la sveglia, le apre gli occhi in cambio di qualche aiuto a scuola. Nel solito film si innamorerebbero e fine, qui invece si complicano le cose. Lui è vittima di un rapporto con la bulla della scuola la quale non sopporta questa riscossa della nerd (asso/duff/sfigata) e così le piazza un paio di video in YouTube da vera cyberbulla. Il professore amico (il cinese di una notte da leoni) e le ex amiche la aiuteranno a venirne fuori, ma la forza più grande è data dell'autostima infusa dal vicino di casa. Si sente così forte da superare le sue paure e provarci con il ragazzo di cui è innamorata. Lui la invita a cena, lei si fa mille film... Ma lui si rivela un flop che voleva trattarla solo da A.S.S.O.! Non è mai cambiata, nei soliti film lei diventa una bulla, qui invece cambia solo il vestito. In fondo lei era una ragazza fuori dagli schemi, fuori dalla dicotomia bulli vs sfigati e lo è ancora.
Il mondo le crolla di nuovo addosso, ma adesso sa che le amiche non la trattavano male, era il mondo convenzionale che le faceva sembrare così carogne. Il prof buono e pazzo le affida un compito nuovo, scrivere la sua opinione sul ballo della scuola. Lei, con qualche ritrosia, accetta la sfida e va al ballo dove finalmente capisce chi ama davvero... Il vicino! Ora possono davvero vivere felici e contenti.

BUONA VISIONE!

Hasta Siempre

The Boss

domenica 16 agosto 2015

SE DIO VUOLE - COMMENTO, TRAMA, SPOILER FINALE

Nel Paese della Chiesa ci sta un po' di critica ai mali costumi del clero. Ovviamente è una commedia e i nuovi stereotipi sui preti si svelano infondati, però nel gioco degli equivoci una decina di risate grasse vengono strappate. Consigliato per una bella serata in compagnia.
TRAMA
Un chirurgo molto bravo quanto pieno di sé si trova ad affrontare una famiglia difficile: moglie stanca di fare la mantenuta, figlia scema, genero simile e l'unica speranza che aveva, il figlio che studia medicina, ha una confessione da fare... Tutti si aspettano sia l'outing, ma la realtà è peggio dell'immaginazione, vuole farsi prete! Parafrasando i mitici skiantos: Meglio un figlio gay che un figlio prete!
SPOILER FINALE
Il padre, molto realista, non può accettare questa scelta così decide di indagare, scopre che il prete-santone che ha traviato il figlio è un ex galeotto. L'obiettivo del padre diventa screditare il prete agli occhi del figlio, ma non è così semplice. Finisce per essere scoperto e il prete chiede in cambio del silenzio di essere aiutato a riparare una vecchia chiesetta per un mese. Nasce così una bella amicizia che aiuterà il padre a riavvicinarsi alla famiglia, fino al finale a sorpresa con la scoperta del figlio infrattato con una ragazza!
Scopre che il prete sapeva sin dal giorno dello smascheramento che il figlio non voleva prendere i voti. Quindi tutto era stato architettato per aiutare il padre, senza altri fini se non lui e la sua durezza di cuore, esperimento riuscito.
Purtroppo però il finale è triste, mentre il padre prova a chiamare il prete per ringraziarlo questo è vittima di un incidente stradale. Il film si chiude con il padre che porta a compimento i lavori nella chiesetta e va a rilassarsi sulla collinetta che gli aveva fatto scoprire il prete durante una delle loro chiacchierate (sottofondo la bella "cose" di de Gregori).

Hasta Siempre

The Boss

lunedì 27 luglio 2015

FOCUS: NIENTE È COME SEMBRA - COMMENTO, TRAMA, SPOILER FINALE

Film intrigante, non ti lascia mai capire dove andrà a parare. Storia di ladri molto astuti che si intreccia con l'amore fra i protagonisti. Tutto da scoprire (tenendo bene a mente tutte le battute qualcosa si intuisce ma non è così semplice) consiglio di vederlo con qualcuno che non fa diecimila commenti durante il film perché si presta a un sacco di congetture, spesso sbagliate.
TRAMA
Will Smith e una biondona si trovano (per caso?)in un ristorante. Lei lo addesca e lui la smaschera. Lei è una ladra di galline e lui è un ladro serio che sta cercando una spalla che distragga i polli.
Di principio sembra chiudersi lì la questione ma, dopo un breve test, la biondona viene ingaggiata ed entra a far parte della banda che guadagna 60.000€/settimana pro capite.
Fine del film? Sembra che Will Smith abbia salutato per sempre e in malo modo la biondona, ma è solo la prima mezz'ora della pellicola!
SPOILER FINALE
I due si rincontrano dopo 3 anni, lui sta per lavorare nel mondo della formula 1(truffa) e lei è la donna di un magnate che casualmente è lo stesso che ha assoldato Will Smith.
I due sono ancora molto attratti ma lei non dice tutto a Will Smith, e lui non dice tutto a lei (che non brilla in furbizia effettivamente) questo complica un po' le cose. Will sta infatti facendo il doppio gioco per vendere il prodotto segreto che fa vincere le gare a tutte le squadre, ma viene beccato. Giustamente lui si era piazzato una talpa, il padre, che gli parerà il culo quando la biondona rischia di far andare tutto per aria.
Come potrebbe finire? Il padre si frega i soldi e loro vissero felici e contenti!

Hasta Siempre

The Boss

LA FAMIGLIA BELIER - COMMENTO, TRAMA, SPOILER FINALE

Film leggero ma che lascia aperti dei pensieri sulla nostra capacità di integrare nella società chi è meno fortunato, come in questo caso i sordomuti. Consigliato per farsi due risate, un po' tirato lungo il finale (ho avuto un colpo di sonno, fanno intuire troppo presto come va a finire).
TRAMA
Una famiglia di sordomuti ha una figlia che invece sente e parla correttamente. Lei è alle superiori e aiuta i familiari nell'attività di famiglia, produzione e vendita di formaggi. Ciò la rende molto stanca e le crea un blocco sociale a scuola, sino a quando, spinta dagli ormoni sceglie di frequentare, paradossalmente, il corso di canto corale.
SPOILER FINALE
La famiglia fa di tutto per imbarazzarla, ma lei non demorde, vuole conquistare il compagno di canto.
Il padre cala la carta pesante candidandosi a sindaco, così la ragazza non riesce più a seguire tutto e scoppia. Ha la possibilità di partecipare a un concorso canoro, ma deve allenarsi, con certi familiari impegnativi non è semplice...
Alla fine andrà al concorso, lo vincerà, si mette con il compagno di canto e vissero tutti felici e contenti.

Hasta Siempre

The Boss

giovedì 9 luglio 2015

ALEX E RUTH, L'AMORE CERCA CASA - COMMENTO PERSONALE, TRAMA, SPOILER FINALE

COMMENTO PERSONALE
Film che va oltre alla trama, che sin da principio si capisce dove andrà a parare, è la storia di un amore maturo e vero, bella prova per Diane Keaton e Morgan Freeman. La questiona razziale è solo una sfumatura nella già corposa descrizione di questo amore fra due anziani che, con i loro acciacchi, si vogliono bene e vogliono darsi una botta di vita. Se di solito in una coppia giovane la donna chiede la macchina nuova per fare la pazzia, da anziani c'è il cambio di casa. Consigliato per una serata con la compagna per poterle rinfacciare quante stronzate ci fa fare solo per il gusto di farcele fare! E di dimostrarle quanto la amiamo...
TRAMA
Questi due vecchietti di una coppia mista abitano a Brooklyn, in una casa a dir loro con una vista stupenda (vedono una massa di tetti di capannoni e sullo sfondo un pezzetto del ponte... sono americani...), in un quartiere che conoscono come le loro tasche ma che ormai non è più abitato da quelli come loro, dai ribelli!
Così si fanno impelagare da una parente che pur di vendere li mette in un tritacarne che durerà 3 giorni in cui la gente vede casa loro e fa offerte e loro fanno similmente, con sottofondo l'atmosfera del terrorismo che condiziona il mercato e gli animi dei protagonisti (lieve critica ai media che montano i casi inesistenti pur di fare scoop, forse fin troppo forzata). Tutto perchè? Perchè lei si sente vecchia e vede che trattano anche lui come un vecchio rincoglionito (gli tolgono le opere dalla galleria in cui ha venduto per anni e gli chiedono di fare dipinti su commissione. Oltraggio! come se non avessero mai visto le fasi dei dipinti a pagamento attraversate da ogni ottimo autore). Tutto ciò poi è contornato dalla tragedia del cagnolino con l'ernia... 11.000 dollari per curarlo... così, cash, sull'unghia... una famiglia composta da una ex insegnate e un pittore che non vende più è normale che faccia una scelta simile... Ma chissene, l'amore vince su tutto, e soprattutto, non ha prezzo!
SPOILER FINALE
Inutile che stia a tirarla lunga, vedono un sacco di gente matta che gli attraversa casa, questa è la parte "comica" (una madre che vuole dormire sui letti dei proprietari, una psicologa, una che scrive un libro sulle case visitate, un coppia di anziani col maglioncino uguale, due lesbiche col cane, ... giocano sul bestiario mitologico della società moderna); loro stessi vanno a visitare case, si approfondisce il rapporto con una bambina che cerca casa con sua madre e che dà speranza di un richiamo sul finale, invece no, non fatevi speranze. Insomma, capiscono che case belle e comode come la loro non esistono, l'unica che la moglie vuole a tutti i costi ha come vista il muro dei vicini e la frenesia di una trattativa per un milione di dollari svolta con i piedi fa arrabbiare il vecchio e decidere che la casa migliore è ancora la sua. La cugina che rimane a bocca asciutta naturalmente li manda a stendere e loro ritornano a vivere nel loro scomodo, vecchio, ma riimbiancato, nido d'amore.

Hasta Siempre

The Boss

martedì 28 aprile 2015

MAGIC IN THE MOONLIGHT - COMMENTO PERSONALE, TRAMA, SPOILER FINALE

COMMENTO PERSONALE
Woody Allen è sempre una sicurezza? Stavolta nessuna donna nuda purtroppo, ma il film ha una fotografia stupenda, molto ricercate le immagini. Una storia d'amore a prima vista inserita in un film di spionaggio magico. La trama si scioglie dopo 10 minuti, ma non è quello il motivo per cui si guarda questo film.
TRAMA
Il prestigiatore più bravo sulla piazza riceve la visita di un concorrente amico d'infanzia che gli chiede aiuto. Una presunta finta medium sta dilapidando l'eredità di un povero illuso e innamorato, i due amici sono ingaggiati per svelare il trucco e salvare il malcapitato. Naturalmente la medium è molto carina e il prestigiatore è coinvolto in una storia traballante... Se poi aggiungiamo che tutto si svolge in un'estate francese...
SPOILER FINALE
I due prestigiatori non riescono a capire come questa medium faccia, ma, oltre che brava è pure bella. Ma all'inizio lui sembra diffidente e distaccato. Il protagonista, un cinico depresso, si lascia accecare dall'amore e convincere da prove ridicole e traballanti. Arriva anche a fare una conferenza stampa per sponsorizzare lui stesso la medium che gli ha aperto gli occhi e il cuore (dopo un pomeriggio in cui un temporale li ha sorpresi e si sono ritrovati fradici a guardare il cielo stellato...).
Un incidente alla zia però fa rinsavire il protagonista e finalmente capisce che l'amico era comunque un concorrente e per giunta invidioso. Dunque era lui la spalla della medium, ecco perché sapeva tutto della vita del protagonista e perché si allontanava al telefono prima delle visioni... Ma dai! Ma alla fine l'amore è più forte, lei ha saputo fargli cadere il velo e mostrato la bellezza della vita. E la zia lo ha fatto ragionare facendogli capire che la fidanzata attuale non è nulla di meglio di quella futura, anzi... Con la razionalità fa morire l'amore. Lei rinuncia all'ereditiere e si butta fra le braccia con un piccolo colpo di scena finale.
Trama decisamente banale, ma la storia d'amore a prima vista e l'abbandono del cinismo a tutti i costi, contornato dall'ottima fotografia rendono il film piacevole.

Hasta Siempre

The Boss

sabato 21 marzo 2015

LA TEORIA DEL TUTTO - COMMENTO PERSONALE, TRAMA, SPOILER FINALE

COMMENTO PERSONALE
Film terribilmente vero nei particolari della malattia, i sintomi sin dal principio sono descritti in maniera cruda e reale. La vita di Stephen Hawking è incredibile, un genio e pure un eroe che non si è mai arreso davanti alle difficoltà della SLA. Una speranza per tutti coloro che sono affetti da malattie ma non mollano mai!
Non è un film da premio o che sorprende ma di sicuro merita di essere visto per la morale.
TRAMA
Stephen è uno studente universitario brillante, si distingue fra i suoi compagni e si fa notare dai docenti. Gode appieno la vita universitaria fra festini e ragazze, ma un giorno si inciampa e il medico gli diagnostica la malattia del motoneurone dando 2 anni di aspettativa massima di vita...
SPOILER FINALE
Come tutti i film biografici c'è poco da dire, Stephen Hawking è ancora vivo, ha scritto libri ritenuti pietre miliari della astrofisica, ha avuto 3figli e 2 mogli. La cosa stupenda è la voglia di vivere e di donare la propria conoscenza all'umanità, anche se la malattia ha reso tutto più difficile e chi gli è stato a fianco ha sofferto con lui aiutandolo.
Ciò che mi ha stupito è che ha fatto tutto quello che lo ha reso famoso già da malato, ha creato due famiglie, avuto 3 figli e scritto libri incredibili sempre da malato.
Un vero esempio per chi si lamenta della vita per qualche difficoltà quotidiana.

Hasta Siempre

The Boss

sabato 7 marzo 2015

SELMA - COMMENTO PERSONALE, TRAMA, SPOILER FINALE

COMMENTO PERSONALE
Il vero vincitore degli oscar 2015 doveva essere Selma. A me questa serie di film da intellettualoidi che stanno premiando non piace. Selma parla di una storia vera, lo fa in maniera corretta e imparziale, ha un impegno sociale forte in questo periodo di inasprimento della discriminazione razziale in America. Selma ci racconta la lotta pacifista fatta pochi anni fa (50 giusto il 7 marzo) per i diritti degli afroamericani e che già oggi sembra sia stata dimenticata da tutti. Lo consiglio a chi come me ha memoria corta o vuole comunque approfondire un periodo storico sempre molto attuale, nell'Italia dei 1.000 migranti al giorno soprattutto.
Magari lascerei il miglior attore a Birdman, perché fare il pazzo non è mai semplice, ma la regia premiata per aver fatto la scelta di non tagliare le scene mi sembra una stronzata, così come il miglior film dato a un film che usa il trito e ritrito tema della maschera... Forse gli americani non hanno mai studiato Pirandello...
TRAMA
Il film parla di un fatto storico, c'è poco da fare spoiler o dilungarsi a spiegare i protagonisti, Martin Luther King è già all'apice della sua fama, è appena stato insignito del premio Nobel per la pace, il Presidente degli USA lo riceve come fosse un amico, tutti lo ammirano, ma lui non ha ancora vinto tutte le battaglie: gli afroamericani hanno ancora difficoltà a iscriversi alle liste elettorali. Viene mostrato l'esempio di una signora tanto gentile e carina che si presenta all'ufficio pubblico per iscriversi alle liste elettorali, ma le viene negato il diritto perché non supera la prova: conoscere i nomi di tutti i giudici del suo Stato. Una prova iniqua a cui lei si sottopone regolarmente perché crede nel suo diritto al voto.
Selma, infatti, viene scelta dal movimento antirazziale proprio perché i cittadini sono stati ben indottrinati dai membri locali.
SPOILER FINALE
Come dicevo sopra c'è gran poco da dire, gli afroamericani oggi votano, chissà chi li ha aiutati ad acquisire questo diritto?
Però il film spiega bene quanto è stata dura: la famiglia King che doveva vivere col timore di un attentato ogni giorno, i caucasici che avevano il diritto non scritto di vessare psicologicamente e fisicamente gli afroamericani rimanendo impuniti, gli stessi movimenti per i diritti dell'uomo che si combattevano per imporre la propria linea di azione (King con il pacifismo e Malcolm X con l'interventismo).
Il gioco di King era infatti di far massacrare di botte la gente davanti alle telecamere per sensibilizzare milioni di spettatori e mettere in imbarazzo il Presidente degli USA che non voleva scendere a patti sulla questione in quel momento. Non è facile però convincere la gente a fare un sit-in senza rispondere alle vessazioni dei caucasici, così ci scappa un pugno in volto al poliziotto... 0-1 mediatico...
King viene arrestato e il movimento organizza una marcia di protesta. Naturalmente lo fa di sera e nel buio ci scappa il morto... Mediaticamente gratuito. Sempre 0-1. Ma gli animi si scaldano e non poco.
Così King organizza una marcia da Selma verso il Campidoglio con tutti gli afroamericani di Selma, la polizia intima l'alt e senza pensarci due volte massacra la gente davanti alle TV di mezzo mondo. 2-1! La marcia viene ripetuta con migliaia di persone da tutta l'America, il Presidente è in scacco, ordina al governatore di non alzare un dito e così verrà fatto. King si trova in imbarazzo di fronte alla strada senza oppositori e adducendo che aveva paura di un'imboscata fa tornare tutti a casa (io la leggo così, poi magari davvero li avrebbero aspettati al di là del ponte per menarli, non lo sapremo mai). 2-2...
Quella notte però un gruppo di caucasici locali uccide un attivista caucasico, è il 3-2!
Nel mentre anche il resto del mondo va avanti, Malcolm X è stato ucciso proprio in quel periodo dopo una visita alla moglie di King per avvicinare le due posizioni e la tensione si alza...
Il Presidente non può più stare fermo, tutti invocano la pace, la marcia viene ripetuta e portata a compimento, il diritto al voto concesso immediatamente.
Vissero tutti felici e contenti? No, purtroppo... La storia ci insegna che King fu ucciso e ancora oggi gli afroamericani sono vittime di razzismo, discriminazione e violenza impunita. Forse è il caso di fare un richiamo del vaccino antirazzista ogni tanto...

Hasta Siempre

The Boss

lunedì 23 febbraio 2015

IL GIOVANE FAVOLOSO - COMMENTO PERSONALE, TRAMA, SPOILER FINALE

COMMENTO PERSONALE
Premesso che chi vede un film del genere sa già cosa lo aspetta, oppure ha sbagliato sala all'UCI, devo ammettere che si tratta di un bel film. Non è per nulla pedante, non lascia troppi silenzi, è un mix corretto di poesia e storia. 2 ore e mezza sono passate senza colpi di sonno e con qualche sorpresa. La storia di Leopardi è emozionante e con qualche piccolo colpo di scena/trascorso esilarante che spezzano il suo pessimismo cosmico... La scelta di inserire delle musiche moderne dona un ritmo nuovo alla biografia che comunque è risaputa sin dalle memorie scolastiche.
Consigliato a chi piace la letteratura e non solo agli amanti di Leopardi (io stesso ritengo la sua capacità più poetica che filosofica, con grande rispetto per la morale che non condivido e ammirazione per lo stile).

TRAMA
3 bambini si rincorrono nel giardino di casa... sono 3 contini, i fratelli Leopardi. Sin dal principio del film si sottolinea il difficile rapporto con i genitori troppo presenti: la madre fredda e austera, il padre buono ma pretenzioso e protettivo.
Giacomo, il maggiore dei 3, è il più brillante e accetta di mal grado il giogo dei genitori e del paese, in cui l'unico divertimento è lo studio "pazzo e disperatissimo".

SPOILER FINALE
C'è gran poco da spoilerare... alla fine muore! :) Scherzi a parte, è un film carino e pieno di sorprese. Spiega molto bene tutte le vicissitudini che lo portano da Recanati a Firenze, poi a Roma e infine a Napoli. La sua vita triste e solitaria, il suo pensiero sempre arrabbiato col mondo e la natura matrigna, le varie sfortune che lo perseguitano sono ben compensate dai momenti con il caro amico Ranieri e gli altri letterati come Giordani (parecchi incontri e parecchie città sono state saltate nel film, ma credo sia questione anche di tempo... già 2 ore e mezza sono tante) che lo accompagnano per tutta la vita comprendendo la sua grandezza e la sua genialità. Lui si appoggia a loro come complemento di ciò che la natura non gli ha donato, difficoltà fisiche e malanni perenni gli impediscono anche di vedere e scrivere, oltre che di camminare agevolmente. Le immagini più belle sono quando il regista ci lascia intuire la poesia dalle fotografie proposte, così ci si compiace a comprendere i momenti salienti della storia di Leopardi attraverso i suoi canti più famosi: A Silvia, L'ermo colle, Canto di un pastore errante, La ginestra, ... e tanti altri che vengono citati e lasciati intuire dal video.
I momenti del bordello, di lui sulla spiaggia, in riva al fiume a piangere, ma anche la ribellione al padre (solo immaginaria nell'urlo soffocato), i momenti di tenerezza con la sorella e la sorella presa Paolina, sono tutti momenti che ci piace immaginare siano andati davvero così perchè rendono più umano quel mostro di bravura del Leopardi.

Hasta siempre

The Boss

lunedì 16 febbraio 2015

BIRDMAN - COMMENTO PERSONALE, TRAMA, SPOILER FINALE

COMMENTO PERSONALE
9 candidature al premio oscar attirano come uno specchietto per le allodole, in realtà per capire il film bisogna essere amanti di un certo genere. Personalmente mi sono perso nelle sequenze senza tagli che portano dalla realtà al sogno con qualche piccola interruzione, non sempre, di comete e meduse spiaggiate (gli alti e i bassi della vita del protagonista). Bisogna poi voler vedere un film che non abbia un senso compiuto, bisogna guardare all'allegoria generale che vuole esprimere il malessere del cinema moderno. Una critica forte a questi attori che vivono per il loro personaggio e che confondono troppo spesso la realtà per la finzione. Quelli che nel film sono definiti "celebrità e non attori".
La frase che mi è piaciuta di più del film è: "confondi l'amore con l'ammirazione". Ma non è l'unica meritevole di nota. Consiglio la visione a un pubblico attento e non troppo legato ai canoni di cinema classico con trama limpida e lieto fine, le volgarità non si sprecano (detto brutalmente la prima volta che mi ci sono approcciato mi sono addormentato dopo 5 minuti e mi sono svegliato su un dialogo: "come fai a conoscerlo?", "condividiamo una vagina")

TRAMA
Thompson è un attore legato al suo personaggio di supereroe vestito da uccello: Birdman. Per togliersi questa macchia indelebile che lo perseguita si ritira dal cinema e vuole provare a riscattarsi facendo regista, produttore e attore di una piece teatrale (di discutibile fattura). Attori principali sono parenti e amici, fra cui un attore vero che dovrebbe dare la svolta giusta alla storia.

SPOILER FINALE
Thompson è così preso dal suo personaggio che vive come se fosse davvero un supereroe e le immagini si confondono fra realtà e immaginazione, ogni tanto sposta oggetti con la mente, vola, ... Non è facile capire a che tipo di film ci si sta approcciando di primo acchito, poi la critica al cinema che rende un attore prigioniero del suo personaggio è sempre più palese, sino ad arrivare all'esplicitazione nella scena con la giornalista che dovrà stroncare la sua piece.
Ad aggravare il tutto ci sono gli altri attori: una coppia scoppiata che ha nella parte femminile una fragile attrice di Broadway e nel maschile un figo che si sente vero solo sul palco; la seconda moglie di Thompson che pensa di essere incinta; l'ex attore fatto fuori con un incidente non troppo casuale che farà causa a Thompson; la figlia che è ex tossico-dipendente e attratta da tutto ciò che è trasgressione (compreso farsi il figo e distruggere il morale del già fin troppo fragile padre divorziato); la ex moglie che ricorda i passaggi più bui della storia amorosa comprese le scene di violenza legate alla confusione fra "ammirazione con l'amore" (Thompson le ha tirato un coltello perché lei ha criticato un suo film).
Spesso Thompson si ritrova in scende a metà fra la realtà e il sogno, sente la voce del protagonista di Birdman che lo galvanizza e gli suggerisce di tornare ad interpretarlo: fa levitazione e risponde in skype alla figlia, scaglia oggetti con la forza del pensiero e poi si fa male con lo specchio, vola dal grattacielo e non paga il taxi quando atterra, si fa due passi in centro e si ritrova in mezzo a una battaglia con mostri giganti... La parodia di un film americano sui supereroi Marvel che vanno tanto di moda oggi (o di uno di quelli Disney con Johnny Depp, che forse poteva essere il protagonista del vero finale dicono in internet altri blog). Il tutto intramezzato da comete e meduse spiaggiate a segnare gli alti e bassi della vita. 
Il finale è prevedibile e lascia in teoria aperta l'interpretazione, nella pratica svolge la sua funzione di critica al cinema fino in fondo: Thompson, dopo 3 anteprime andate una peggio dell'altra (il figo che si lamenta in scena per il poco alcol nel bicchiere, una volta resta in mutande in mezzo alla strada, ...) finalmente arriva all'atto finale della Prima: ma prende una pistola vera anziché una finta (cosa già chiamata da una battuta fatta dal figo a inizio film). Arriva sul palco evidentemente scosso: non si ritiene un buon padre, la moglie lo odia, l'ex moglie lo odia, tutti lo vedono solo come Birdman e non come attore o uomo,... così, anziché sparare a salve, spara davvero. La giornalista esce subito senza nemmeno applaudire, aveva detto che avrebbe stroncato la piece comunque fosse andata perché non era un lavoro per "celebrità ma per attori", gli altri si abbandonano in una standing ovation e successive preghiere al parco per l'attore vittima di un increscioso "incidente"...
Il giorno dopo Thompson è vivo, si è solo sparato al naso, la giornalista non poteva stroncare la piece di un suicida, finisce quindi intitolando il suo articolo "l'imprevedibile virtù dell'ignoranza" cioè la capacità di una celebrità ignorante dell'arte di essere attore di portare la realtà sul palco, di vivere col sangue il palco.
Ironia della sorte la maschera di gesso messa a proteggere il naso ricorda molto la maschera di Birdman, lui sembra guarito (probabilmente sono passati giorni e giorni ma l'assenza di tagli non ti consentono di esserne certo), così cosa può succedere a una persona che ha appena tentato il suicidio (e che si crede un supereroe volante) se viene lasciata in una stanza da sola con le finestre che danno sulla strada?
Thompson spicca il volo! Lo sguardo della figlia prima lo cerca spaventato verso il basso e poi si alza al cielo sorridente (come direbbe la mia prof del liceo la figlia è boopide). 
Sarà morto? Chissene! O meglio, di sicuro sì, ma non era questo il senso del film, il problema è che viviamo in un mondo in cui le persone sono la loro maschera e non più loro stesse, sono celebrità e non attori, sono supereroi e non uomini, vogliono l'ammirazione non l'amore... fino al punto di credere di poter volare (quasi pirandelliano, ma sarebbe uno sminuire Pirandello).

Hasta siempre

The Boss

p.s. il finale alternativo è che Thompson muore davvero e lo sostituiscono con Johnny Depp che si relaziona con la voce del pirata dei caraibi.

mercoledì 11 febbraio 2015

NON SPOSATE LE MIE FIGLIE - COMMENTO PERSONALE, TRAMA E SPOILER FINALE

COMMENTO PERSONALE

Una commedia francese facile e divertente, tante battute che richiamano il nostro essere perbenisti di facciata e razzisti di sottofondo strappano risate e fanno pensare. Consigliato per una serata in famiglia senza volgarità e con tanti sorrisi.

TRAMA

Il trailer praticamente svela già tutto: una famiglia francese, benestanti di provincia, hanno 4 figlie, di cui già 3 sposate rispettivamente con un mussulmano, un ebreo e un cinese. 
Oltre alle differenze etniche e religiose ci si mettono anche le sventure delle varie famiglie, il lavoro che non va per il genero, la depressione della madre, una figlia ipersensibile,... In qualche modo però le famiglie riescono a trovare dei compromessi per non badare troppo alle diversità e sciagure varie e volersi tutti bene.
La quarta figlia naturalmente non è caduta da un ramo diverso... Per la grande famiglia questa volta però sembra stia arrivando la goccia che farà traboccare il vaso!

!SPOILER FINALE!

Dopo tante scene esilaranti e dissacranti su ogni tabù religioso possibile, si prepara lo scontro finale: i due consuoceri sono entrambi convinti di essere tolleranti, ma allo stesso tempo hanno qualche rimostranza verso il diverso. Chi fa il democratico ma dà colpa alla Francia di essere la causa di tutti i mali del Marocco e chi si sente Gaullista ma ha paura di dare la figlia in mano a un selvaggio. 
Il tutto si risolve, come da buona tradizione mediterranea, a tavola. I due prima vanno a pesca assieme per rimanere appartati durante lo scontro, ma soddisfatti dal riconoscimento comune delle proprie mancanze si trovano d'accordo e finiscono a mangiare e bere. Forse anche troppo, visto che saranno arrestati per ubriachezza molesta! 
Ma tutto è bene quel che finisce bene, così vengono liberati dal carcere e riescono a rimettere insieme i cocci della famiglia che si stava sgretolando. Recuperano la figlia che stava tornando a Parigi col treno abbandonando il matrimonio, fanno pace i genitori che stavano per divorziare e vissero tutti felici e contenti.
Il matrimonio conclusivo riassume tutto ciò che c'è di buono nella storia, la morale è che nonostante le etnie e religioni diverse siamo tutti umani fatti per amare.

Hasta Siempre

The Boss

sabato 7 febbraio 2015

AMERICAN SNIPER - TRAMA, COMMENTO PERSONALE E SPOILER FINALE

TRAMA
Un film forte e coinvolgente sulla storia vera di un seals ai tempi della guerra in Iraq.
Il protagonista é un ragazzo texano cresciuto come lo stereotipo dei texani: "Dio, patria, famiglia" é la citazione che spiega meglio la sua figura di fratello protettivo, idolo delle ragazzine perché vince i rodei ma si trova tradito dalla compagna, cristiano che si porta sempre con sé la bibbia rubata in chiesa da piccino (ma non la legge mai perché non é praticante). A seguito del tradimento decide di partire per proteggere la patria come ha sempre fatto col fratello, affronta le dure prove per diventare un vero cecchino e nel mentre trova l'amore della sua vita. Lei, nonostante sappia con chi si stia sposando, cercherà più volte di farlo redimere (cosa stranamente comune nelle donne).
COMMENTO PERSONALE
Una storia vera ha gran poco da commentare; è un film crudo, non si risparmia atrocità (il bambino perforato con un trapano non è stato facile da guardare), eppure questo ti sa far comprendere meglio lo stato d'animo del protagonista quando torna a casa e non riesce a staccare la sua mente da quegli orrori.
Consiglio di vedere questo film a tutti per capire quanto è dura la guerra e quanto è duro il rientro. Sconsiglio ai deboli di stomaco.
SPOILER FINALE
Il protagonista parte per 4 missioni, l'obiettivo di uccidere il fantomatico cecchino siriano ex atleta delle olimpiadi lo farà tornare sul campo di battaglia, dove perderà gli amici e vedrà impazzire il fratello.
Anche lui ad ogni viaggio perde sempre più lucidità, non riesce a staccare e quando torna in America ha difficoltà a relazionarsi con la famiglia. Scene crude di combattimenti e sparatorie non vengono risparmiati in ogni momento del film, soprattutto nel finale quando il gruppo a lui affidato si salva rocambolescamente da un assedio. Non sai mai cosa aspettarti, tanto è che nel finale, quando lui si congeda dalla marina sorge il dubbio su come dovrà finire questo film. Il protagonista si dedica al recupero dei poveri reduci della guerra in Iraq, ritorna a vivere la sua vita normale e il suo amore per la famiglia.
Il finale è davvero a sorpresa: durante una sua visita a un reduce questo lo uccide.
L'America si ferma per un giorno ai suoi funerali e gli viene dedicato un rodeo. Io da italiano medio sinceramente non sapevo nemmeno chi fosse... chissà se in America qualcuno vedendo il film si è ricordato di lui e della sua storia di eroe della patria!

Hasta siempre

The Boss


giovedì 2 ottobre 2014

DALLAS BUYERS CLUB – COMMENTO PERSONALE, TRAMA E SPOILER FINALE

Come si reagisce alla notizia che ci rimangono 30 giorni di vita?

Film toccante ma allo stesso tempo ironico, sa cogliere la tragedia di un male come l’AIDS ma comunque parlare un linguaggio diretto e veloce.
Il film narra una storia vera, un giovane elettricista con la passione per i rodeo e le donne, che scopre di essere portatore di HIV e decide di non arrendersi. Ci sono scene crude, forse fin troppo, ma che fanno capire qual è la vera realtà dei fatti senza girarci troppo attorno.
Giudizio molto positivo per un film che purtroppo non ero andato a vedere al cinema perché non l’avevano presentato adeguatamente, a mio parere. Merita di essere visto, soprattutto da un pubblico più giovane per capire cosa succede davvero, perché si sta spegnando l’allarme AIDS ma purtroppo esiste ancora… Il primo pensiero è che lo avrei fatto vedere volentieri ai miei ragazzi del catechismo.

TRAMA

Il film parte con l’introduzione del personaggio a tutto tondo: durante un rodeo si sta sbattendo due ragazze. Si sente invincibile, è nel fiore degli anni: scopa, beve, fuma, raglia… Poi un giorno, a seguito di una rocambolesca fuga dai creditori, si ritrova in ospedale, dove appunto gli diagnosticano l’AIDS. Il medico, senza troppi compromessi gli dice che non gli restano che 30 giorni di vita. Come si può reagire a uno shock simile?

!ATTENZIONE – SPOILER!

Il film ormai ha ingranato la marcia giusta, l’introduzione dura una trentina di minuti ma poi si riprende il ritmo serrato delle prime immagini. Il protagonista è giustamente disperato, prima si dà ai vizi, poi si scontra col bigottismo dell’epoca che lo marchia come depravato perché l’AIDS è “la malattia dei gay”, infine si affida alla ricerca medica come cavia. Ma anche qui non gli va benissimo, in ospedale trova però i suoi veri amici che lo accompagneranno per il resto del film: il medico sexy e un ragazzo transessuale anche lui malato. E qui vengono lanciati i primi segnali di quella che sarà la “rinascita”: non rinuncia e decide di andare oltre gli schemi della burocrazia, oltre il confine degli USA.
In Messico trova un laboratorio gestito da un medico radiato dall’albo e decide di affidarsi ciecamente alle sue cure innovative. Ma allo stesso tempo ricorda le parole dei suoi nuovi amici e le unisce alla sua esperienza di filibustiere patentato: organizza un mercato illegale di farmaci! Non è una strada semplice ma lui non è l’ultimo arrivato (e ha un caro amico della vita precedente che fa il poliziotto), copia l’idea di altri disperati come lui e fonda un’associazione (il Dallas Buyers Club) a cui ci si iscrive per avere i farmaci gratis. Dunque lui regala, non vende… Ma naturalmente le case farmaceutiche e l’FDA (Food and Drud Administration, organismo nazionale per la certificazione dei medicinali) non gli renderanno la vita facile. Il film quindi si sviluppa sulle peripezie di questa esperienza che da puramente commerciale e asettica porta alla crescita anche morale del protagonista che diventa umano e socialmente responsabile.

ALT! Vi domanderete: ma tutto questo in 30 giorni? Eh no, le nuove cure, quelle non riconosciute dall’FDA, lo hanno aiutato a vivere 7 anni ancora e potersi godere tutti i suoi vizi (anche se con la giusta moderazione). E i suoi amici? Il transessuale lo segue nella trafila dell’associazione, ma purtroppo la droga se lo divora prima di vederne i risultati finali; il medico sexy starà vicina al paziente senza però tradire il rapporto professionale, anche se la mia fidanzata secondo me un po’ c’ha sperato sbocciasse l’amore fra i due J

Hasta Siempre

The Boss


lunedì 17 febbraio 2014

THE WOLF - RECENSIONI, TRAMA E COMMENTO PERSONALE

Potevano pure intitolarlo "il Silvio d'America", forse anche per questo è stato vietato ai minori di 14 anni!
Un ragazzo arrivista che sa cavalcare l'onda degli anni di wall street, quando tutto sembrava facile, le leggi non strozzavano il mercato e le droghe iniziavano a diventare sintetiche.
! TRAMA E SPOILER!
Voleva un futuro migliore per lui e la sua giovane moglie così Jordan Belfort si buttò in borsa, la sua carriera rapida e piena di eccessi viene subito stroncata dalla crisi. Ma i cavalli di razza si distinguono, così, con il supporto della moglie, rientra nel mercato della finanza dalla porta di servizio, dai bond delle pmi fuori borsa. Lui conosceva i compratori giusti, il taylorismo e la psicologia adescano i polli, i bond davano rendimenti percentuali da urlo, una serie di conoscenze fortuite aprono le porte di wall street (un'OPA truccata) e un conto in Svizzera (intestato alla zia londinese). Una serie di vicende roccambolesche che possono capitare solo a chi vive la sua vita sulla lama del rasoio.
Le immagini delle pubblicità dei suoi prodotti in tv ricordano fin troppo le scene di quando eravamo piccini e Silvio apriva le sue prime reti tv!
I soldi danno alla testa, la droga e il sesso rovinano le famiglie, gli amici coglioni le società!
Così di punto in bianco Jordan si ritrova ancora fuori gioco, braccato dall'FBI e costretto a fare l'infame.
Ma a wall street non c'è spazio per i sentimenti! E il lupo perde il pelo ma non il vizio!
Il finale lo vede vincente come docente di ciò che sa fare meglio, la vendita del nulla! Carina la scena del venditore di penne che crea i bisogni nei clienti...
Un film diseducativo, ma tremendamente vero, tant'è che è preso dall'autobiografia di Jordan!
Veramente bello, merita di essere visto, anche se alcune scene di sesso risultano inutilmente spinte (il film tiene svegli anche senza di quelle).

Hasta Siempre

The Boss

domenica 2 febbraio 2014

LA GRANDE BELLEZZA - TRAMA E COMMENTO PERSONALE

Un film ritenuto meritevole di Oscar, ma a mio parere non è meritevole di arrivare a prendere la statuetta come La vita è bella. Resta comunque un film interessante, molto lento e ridondante ma con una bella morale che si scopre pian piano nel film. Un film molto pieno di immagini, pochi fatti ma tanti simbolismi.
Racconta la vita di Jep Gambardella, uno scrittore che ha avuto successo con il suo primo ed unico libro e poi ha deciso di perseguire il suo obiettivo di divenire il re della mondanità.
Conosce tutti, dà le feste più belle, si porta a letto le donne più belle, ma in fondo è profondamente infelice.
(INIZIO SPOILER)
Chi lo conosce meglio se ne va, o muore, e lui resta sempre solo ad affrontare il quesito che i suoi amici più cari gli hanno posto durante la vita: perchè non hai più scritto un libro?
Lui si auto illude, vive nel passato, si circonda di finte risposte, di caroselli che lo stordiscono, perchè non sa darsi una vera risposta.
Come lui, nessuno sa darsi le vere risposte nella vita, così tutti i personaggi con cui si accompagna non trovano risposte: il proustiano prende il volo su un'auto pensando che la morte sia la soluzione corretta, chi ama un uomo ma diventa compagna di un altro che distruggerà lasciando il diario con le memorie, chi non ascoltata perchè è troppo bella perchè qualcuno la ascolti davvero e capisca che ha bisogno di essere curata, chi è arrivato all'apice della sua carriera ma non sa rispondere alle domande fondamentali del suo operare quotidiano e si nasconde dietro al cucchiaio d'argento.
Qualcuno lo aiuta ad aprire gli occhi nel percorso, il suo amico scrittore di piece teatrali che capisce la sua vita quando perde l'illusione del suo finto amore, l'illusionista che nasconde ciò che uno non vuol vedere ma non può far sparire ciò che uno vuol vedere, la sua capa che vede tutto con gli occhi di un bambino, il suo silenzioso vicino che si rivela un super ricercato e che è rimasto invisibile a un passo da tutti i più in vista. Solo la santa, sul finire di questo racconto, gli toglie le fette di salame e gli dice esplicitamente che la bellezza si mostra tutti i giorni ma sei tu che non vuoi vederla, lei si lascia cogliere solo da chi la vuol apprezzare, come quando da ragazzo lui colse il suo primo amore solo dopo che gli si balenò davanti agli occhi.
Una vita di gente che ha paura di sapere qual è la verità perchè sarebbe troppo difficile affrontarla? Io la leggo così, mi fa ridere sentire nelle trasmissioni tv i veri protagonisti di questi caroselli della mondanità che invece difendono il loro diritto a staccare dalla noia di vivere...

Ma d'altronde non sono anche io un deluso? Continuo a lamentarmi per il mondo che mi circonda ma non faccio mai nulla per sistemarlo, guardo al mio orticello, il mio lavoro, la mia famiglia, i miei cari, e mi dico: majat me, majat tocc! (mangiato io, mangiato tutti). Perchè gli altri dovrebbero fare di più? Perchè sono pagati profumatamente per farlo? Quello è solo l'obolo che gli diamo per lavarci le mani e lasciare che ci pensi qualcun altro alle beghe fuori del nostro quotidiano...

Consiglio finale: Non andate a vedere il film troppo tardi o armatevi di caffè! Anzi, direi un bel Martini o una Peroni viste le sponsorizzazioni esplicite alla sua candidatura agli Oscar...

Hasta Siempre

The Boss

lunedì 27 gennaio 2014

IL CAPITALE UMANO - VIRZÌ - TRAMA +COMMENTI + SPOILER

Un film in capitoli che racconta la storia di due buone famiglie imperniata su un incidente stradale coinvolgendo il popolino.
Una tragedia che si svolge nel periodo buio e decadente della Brianza.
Sinceramente, una tristezza infinita e nemmeno troppo coinvolgente, trama banale e prevedibile. Storia purtroppo vera e che ci fa pensare e, qualcuna, potrebbe anche piangere.
!SPOILER-ATTENZIONE AL LETTORE DISTRATTO!
In incipit la breve storia di un cameriere con contratto a chiamata che viene colpito da un fuoristrada nelle campagne brianzole e abbandonato dal pirata della strada a morire sul ciglio della strada.
Primo capitolo - il padre
Un immobiliarista di paese con quattro soldi, ma nemmeno troppi, che si fa invogliare dalla bellezza della vita dei ricchi finanzieri consuoceri. Entra in affari con loro e rimane senza un soldo a seguito della crisi finanziaria, proprio quando scopre che dovrà diventare padre di due gemelli e la prima figlia è coinvolta in un caso di omicidio colposo e omissione di soccorso.
Secondo capitolo - la consuocera
Una donna annoiata dalla ricchezza che non le regala l'amore che vorrebbe dal marito finanziere. Nel suo shopping compulsivo si compra un teatro e i sentimenti di un professore direttore artistico (troppo bravo per il film che stiamo vedendo). Breve siparietto su un leghista analfabeta e culturalmente appiattito (grasse risate dal pubblico) Anche lei si ritrova nel turbinio dell'incidente che vede come unico sospettato suo figlio. Un viziatello alcolista con la sola colpa di essersi innamorato della persona sbagliata.
Terzo capitolo - la figlia
Anche lei espressione della borghesia imbruttita, vive questo amore violento del riccone. Inizia a delinearsi meglio la dinamica dell'incidente. Viene introdotto un nuovo personaggio. Un giovane tossico del posto che è in terapia dalla matrigna e che viene idolatrato per la sua onestà morale e la sua anima triste che lo ha portato a tentare più volte il suicidio. Lei si innamora e sta abbandonando il rapporto con il fidanzato proprio quando succede l'incidente. Il riccone a fine serata la chiama per andarlo a prendere e lei, che era a letto col nuovo amante, lo va a recuperare. Il tossico preso dall'enfasi dei soldi decide di guidare la macchina. Qui la tragedia.
Ma la polizia giustizialista e l'omertà della figlia non facilitano le indagini.
Ultimo capitolo - il capitale umano
Si tirano le somme, la figlia scema, anziché sparire dalla vita del tossico, si vuol sentire protagonista e lo sputtana sulla rete, un commento a un selfy. Il padre si rifà dei soldi persi vendendo la verità sull'incidente alla moglie del finanziere (chiedendole anche un voluttuoso ultimo bacio per staccarsi dalla vita mondana), il tossico tenta di nuovo il suicidio ma taglia le vene nel senso sbagliato anche stavolta. Il finanziere investe i pochi soldi rimasti in bot e torna sulla cresta dell'onda grazie alla crisi del bel Paese.
Titoli di coda, il tossico esce dopo pochi mesi grazie a tutte le leggi stupide del caso. La famiglia del morto prende 300.000 euro calcolati sul reddito attuale del morto, le sue aspettative di vita e i suoi rapporti affettivi, questo è definito dalla legge il capitale umano.
I commenti stanno sopra.
Buona visione

Hasta Siempre

The Boss

domenica 19 maggio 2013

PROMISED LAND - RECENSIONE E SPOILER FINALE

Questo film di Matt Damon e Gus Van Sant è stato vittima di un complotto dei censori. 
Chi ha letto altre mie recensioni sa bene che on mi risparmio nel criticare, ma a questo giro non ha davvero senso, eppure lo hanno fatto sparire dalle sale in 7 giorni, tenendo invece per un mese Lincoln. Così me lo sono dovuto vedere un mese in ritardo e in inglese!
Un film lineare e per nulla scontato che racconta la storia di questi due compratori di concessioni di trivellazione porta a porta. Parte con la bella scenetta, tipica dell'americanata, in cui si presenta Matt Damon come il più figo venditore del mondo e tu già pregusti che quelle saranno "le ultime parole famose". Comunque è bello vedere che loro prendono come un lavoro e basta quello che potrebbe potenzialmente cambiare le vite dei proprietari terrieri.
Fanno bene, ma ricordando le prime scene e vedendolo con gli occhi di chi sa che non esiste film senza storia d'amore, si prevede che qualcosa non funzionerà come al solito.
Il mestiere inizia bene, si mostrano alcuni trucchetti del venditore porta a porta, ma naturalmente si vuol fare il passo più lungo della gamba. Così, durante un assemblea con la cittadinanza in cui si sarebbe dovuto firmare una maxi concessione di gruppo, si sollevano i primi animi dissidenti.Un vecchio ex docente al MIT di Boston è il capo dei dissidenti, che sfiga! Nel mentre inizia la storia d'amore fra Matt Damon e una maestrina sexy e alla mano.
Compare dal nulla un ambientalista... Porta delle prove scottanti, fotografie di animali morti di cui dice di essere stato testimone oculare nella sua fattoria del Nebraska, con cui convincerà la popolazione a votare sfavorevole al referendum per la concessione di trivellazione. I compratori ambulanti così si devono ingegnare per vincere, fulcro fondamentale, come troppe altre volte, risulteranno i soldi. Infatti loro stanno comprando le concessioni in un territorio colpito dalla crisi vendendo il miraggio di un futuro prospero sostenuto dalla sola rendita del terreno che fino al giorno prima era duro e basso.
C'è una bella scena di lezione di vita da parte dell'ex professore a Matt Damon e, similmente poco prima, anche da parte della maestrina sexy, il loro punto di forza è l'attaccamento alle origini, il senso del prendersi cura di qualcosa, tutto ciò che manca a Matt Damon che sin da piccino ha deciso di scappare dalla sua terra e battere gli USA per mestiere, vendendosi ogni volta come abitante di un luogo diverso con storie sempre nuove e tremendamente tristi e piene di povertà. 
Colpo di scena, l'ambientalista risulta essere un ciarlatano, ha venduto una foto con un faro sul mare sullo sfondo come una foto di casa sua, dove il mare non c'è. Matt Damon canta vittoria, ormai vincerà a mani basse, e sinceramente il film poteva finire così e essere una critica reale in cui il male vince, come nella vita reale. Invece no, Matt Damon e l'ambientalista si incrociano, Matt fa il figo e gli dice che è stato un fesso a basare tutto su un falso senza controllarlo, e l'ambientalista si tradisce dicendo che la foto era di una fattoria della Louisiana. 
Interrompo il riassunto perchè qui sinceramente scade il film, non c'è senso logico, mi spiego, Matt Damon sostiene che l'ambientalista si sia tradito dicendo che la foto era della Louisiana senza che Matt lo avesse mai dichiarato. Ma mi sembra ovvio e banale che l'ambientalista, che per primo ha usato quella foto, sarà a conoscenza del segreto, o si era autoingannato? Qui si vede che stavano finendo i minuti di pellicola e hanno tirato corto... 
Morale della favola, l'ambientalista non è altro che un collega di Matt che ha prima stravinto e poi ha consegnato la vittoria nelle sue mani. Intricata e carina la soluzione, mi è piaciuta parecchio, molto simile a quelle storie che raccontano di poliziotti nelle folle del G8 o nei gruppi NO TAV. Un senso di complotto globale che ti fa pensare.
Finale del film: grande assemblea cittadina, Matt dice a tutti che l'ambientalista aveva mentito ma esagera, e dice pure che era un suo collega. Perde quindi la battaglia per correre dietro alla maestrina sexy che ha fatto la profumiera e che gli ha fatto capire che nella vita bisogna legarsi a qualcosa e prendersene cura, i soldi sono solo secondari, soprattutto per lui che non ha famiglia direi. La collega, che invece ha un figlio da sfamare e non ha ceduto alla tentazione di una vita sedentaria e piena di valori diversi dai soldi, prende il posto di Matt e se ne parte per una nuova cittadina da deturpare con le trivelle incurante delle possibili conseguenze, perchè "in fondo è solo un lavoro".

Hasta Siempre

The Boss