martedì 16 aprile 2013
MEGLIO FUSI CHE COMMISSARIATI?
sabato 30 marzo 2013
LA REGOLA DEL SILENZIO (THE COMPANY YOU KEEP) - SUSAN SARANDON BASTA PURE CHE FAI SOLO LA COMPARSA
La storia, quasi più un docu-film a tratti, visti i ritmi lenti e i silenzi sonnecchiosi, parla di un gruppo eversivo organizzato a fine degli anni '60 in America, di cui sinceramente non ero a conoscenza (http://it.wikipedia.org/wiki/Weather_Underground), ma che ha reso violento il periodo di ribellione studentesca, creando clima di terrore in casa ai "paladini della democrazia", e della loro vita in clandestinità fino all'arresto a catena dei suoi fondatori, ambientato immaginariamente nel nostro presente.
Quando intuisci la trama pensi: "che figata!", ma devi sempre ricordare la prima scena, Susan Sarandon non tradisce mai!
Una storia di sentimenti paterni e amori conclusi a causa della latitanza, vite spezzate dalle scelte fatte in gioventù, ma rinate rocambolescamente nei sogni dei ragazzi (avvocati, professori, gente diventata tale solo perchè lo voleva fare, grazie alle coperture politiche sottolineerei), che si scoprono fragili nelle fondamenta quando si scontrano con la realtà della legge, facendo soffrire tutte le persone di cui si erano circondate e che non conoscevano il loro passato.
Suggerimento ai protagonisti reali (ricordiamo che Robert Redford nella parte del cattivo-buono fa la sua porca figura) del film:
- Perchè non siete andati in Francia a suo tempo? La dottrina Mitterand vi avrebbe fatto vivere meglio.
- Perchè adesso anziché andare in mezzo ai boschi non vai in Brasile? Cesare Battisti ti può dare una mano a rifarti una vita, è un esperto!
Film noioso e lento, poi vederlo in inglese non aiuta, soprattutto per chi, come me, l'inglese lo sa poco e male, quando i protagonisti parlano veloci e con una patata in bocca è difficile capirli (un ciccione degli attivisti era incomprensibile).
Non consiglio la visione in lingua originale, anche se il titolo è sempre più azzeccato (chi caspio fa le traduzioni?), ma in italiano almeno potrebbe servire per scoprire una pagina di storia che non è così scontato che si conosca.
Hasta Siempre
The Boss
LETTERA AL PRESIDENTE - RICETTA PER IL NUOVO GOVERNO
Finisce davvero come sospettano ironicamente in qualche film attualissimo. Benvenuto Presidente di Bisio è un film comico, ma spinge su alcuni argomenti reali, forse fin troppo reali così da sembrare crudi, tinti direbbero a Palermo, con una lieve venatura moralistica del "chi è senza peccato scagli la prima pietra" ma qualche pietra ogni tanto deve scappar di mano altrimenti non si cambia mai; consiglio la visione ai disillusi dalla polita odierna, e pure a lei Presidente, perchè forse da lassù non ci si rende conto di cosa pensa il popolo dei politici che li rappresentano e che hanno votato rovistando fra il meno peggio.
Insomma, sappiamo cosa lasciamo, ma non cosa troveremo.
domenica 17 marzo 2013
LA FRODE - SUSAN SARANDON È UNA GARANZIA
Continua la rassegna di film, questo weekend, causa neve, sono finito al cinema.
La frode (titolo originale arbitrage), con Richard Gere e Susan Sarandon. Avverto i lettori che sto per spoilerare mezzo film e lo criticherò pesantemente. Dunque non lamentatevi se vi troverete a leggere il finale del film e vi dirò che fa pure schifo.
Iniziamo a dire che nella locandina mica c'era la foto di quel gufo! Mai un film che possa essere allegro quando c'è lei.
Pensare che, appena comprato il biglietto, mi ero detto: sarà una riedizione de La stangata, wow! Inizia il film e sulla prima scena subito mi trovo coinvolto dal protagonista: sono io da grande, con gli occhiali e qualche capello in più. Cinico e dedito al lavoro, una bella famiglia e sa risolvere tutto mantendo un buon equilibrio, forse un po' sproporzionato verso il lavoro, ma per quella paccata di soldi può starci... :-)
Poi inizia il declino: lui va dall'amante, la società ha un buco di mezzo miliardo di dollari tappato in modo fraudolento, un incidente stradale in cui l'amante muore, lui che insabbia tutto,...
no! stop! perché doveva tradire la moglie? la truffa finisce in secondo piano, si intitola la frode, non il fedifrago!
Secondo me Susan legge i copioni e chiede di modificarli per fare la parte della vittima!
Per fortuna lui è cattivo fino all'osso e sa il fatto suo. Il lieto fine lo lasciamo ai moralisti. O, meglio ancora, scrivetevelo voi, tanto finisce senza dirci se Silvio accetta il contratto di divorzio di Veronica Sarandon.
Una storia già vista, con lei preoccupata solo di sé e dei suoi hobby, senza pensare che denunciando il marito li perderà.
In Italia sappiamo come è finita la storia, in America i giudici non sono onnipotenti e i cattivi, seppur con qualche ferita, portano a casa il bottino senza doverlo smezzare con moglie e figlia ricattatrici.
Unica nota di colore è il contratto della truffa firmato sul retro del menu di un ristorante di lusso. Forse anche il figlio scemo faceva ridere, ma d'altronde il ritratto di famiglia doveva essere completo, il Lapo de noiartri per intenderci.
Ancora poco e vi rendo inutile andare a sprecare i vostri soldi al cinema.
Andate e ricordate che se leggete Susan Sarandon sulla locandina dovrete prepararvi a un mattone moralizzatore, non fermatevi al solo titolo (tradotto evidentemente senza far trasparire il gioco di parole che coglie la parola inglese oltre al significato finanziario) e fotografia, l'ho imparato a mie spese!
Hasta Siempre
The Boss
sabato 16 marzo 2013
BASTA SPRECHI - CHI MANGIA SULLE SOVVENZIONI AI CELIACI
Perché non possono avere lo stesso prezzo in farmacia/negozio autorizzato (dove io celiaco posso spendere la sovvenzione statale) e al supermercato? Perchè lo stesso prodotto, marca e peso, alla lidl costa 2.49 € e in farmacia 6,37 € €? http://www.lidl.it/cps/rde/xchg/SID-5A673C21-81C63FF0/lidl_it/hs.xsl/8097.htm vs http://www.farmaciazadei.it/index.php/Prenota-prodotti/Celiachia/Surgelati
Partiamo dal principio per spiegare il problema anche a chi non è nel giro.
I celiaci non posso assumere prodotti contaminati da glutine, cioè che abbiano avuto contatto con frumento, orzo, segale e farro. Sintomi fastidiosi e che aumentano la possibilità dell'80% di avere un tumore all'intestino rispetto a chi non segue questa dieta, diciamo che non ci si muore nell'immediato ma è meglio curarsi. La produzione di questi prodotti speciali costa ovviamente più di quelli normali, la pasta costa mediamente 8/kg http://www.pandea.it/it/prodotti_dettaglio.do?task=dettaglio&idProdotto=866 (e ho preso la marca meno cara che conosco altrimenti superiamo i 9 €/kg http://www.farmaciazadei.it/Prenota-prodotti/Celiachia/Pasta ) contro gli 1,90 €/kg della Barilla http://www.prontospesa.it/home/Prodotto.asp?C=5554 . Per questo lo Stato italiano ha deciso di aiutare chi è riconosciuto celiaco dalla ASL, dopo una gastroscopia e un esame del DNA, con una sovvenzione in base a età e sesso, secondo la quantità di kcal/giorno che dovremmo assumere per un'alimentazione corretta. Per un uomo adulto 149 €/mese e per una donna adulta 99 €/mese, pari a circa 2.000 kcal per l'uomo e 1.600 per la donna, questo almeno in Lombardia, poi ogni ASL fa per conto proprio. Se però ci pensate, chiedendovi di fare un semplice confronto, alla fine del mese con quei soldi posso permettermi 3 kg di pane e 5 kg di pasta, più un paio di pacchetti di biscotti per la colazione (i dolci costano un botto! http://www.farmaciazadei.it/index.php/Prenota-prodotti/Celiachia/Dolci-e-dessert ) e un paio di surgelati o pizze o farina per quella volta che non riesci a preparare il pranzo o vuoi farti una torta (non tutti contemporaneamente perchè i surgelati costano 30-40 €/kg, http://www.farmaciazadei.it/index.php/Prenota-prodotti/Celiachia/Surgelati ).
Nella vita normale dunque sarebbero una trentina di euro, il problema sorge quando viene messo il limite di spendere i soldi dello Stato nelle farmacie e nei negozi specializzati, dove i prezzi sono quelli che vedete sopra e poi facendo un giro al supermercato ci si trova di fronte a questi prezzi, 4 €/kg! http://www.lidl.it/cps/rde/xchg/lidl_it/hs.xsl/4182_26138.htm (Farmo è uno dei marchi per la vendita sul mercato normale della pasta senza glutine, non esistono le stesse marche dei prodotti per farmacia, ma i produttori sono gli stessi, anche per i surgelati sopra oplà corrisponde a pandea). Sempre carissimo rispetto alla realtà dei 1.90 €/kg della Barilla, ma insomma!
Poi, ovvio, per me celiaco meglio spendere 0 € in farmacia che 4 € alla lidl (e anche iper, auchan, esselunga, carrefour e tutti gli altri hanno prodotti a prezzi simili). Ma perchè non esiste la possibilità di spendere quei 149 € nei supermercati? Anzi, ritengo che, se avessi la possibilità di comprare quei 3 kg di pane, 5 di pasta e mezzo di biscotti, a 100 € restituirei volentieri i restanti 50 € allo Stato, che, come sappiamo, è sempre in vena di spending review ultimamente...
Non è corretto che si pesi così tanto sulle tasche dei contribuenti, per far guadagnare chi poi? Perchè andando a sentire i farmacisti e negozianti scopriamo che loro accettano quei prezzi anche perchè poi lo Stato li rimborsa a 6 mesi! Un supermercato accetterebbe di farsi pagare con questo ritardo? E poi, non confermato, immagino che per diventare negozio autorizzato un controllo dovrai pur averlo, una tassa dovrai pur pagarla... Dunque i rivenditori alla fine devono stare al gioco, sono solo pedine pure loro.
Mi sono indignato, ho scritto all'Associazione Italiana Celiaci (allego sotto il testo) ma non ho avuto nessuna risposta, già un anno fa scrissi anche a Striscia, Le Iene e non so quanti altri quotidiani nazionali e locali, ma nessuna risposta. Che ci sta dietro a questa storia? Sarà solo la questione dei tempi di pagamento? Ci sarà una stecca di qualcuno? Non ho i mezzi per rispondervi sinceramente...
I celiaci corrispondono a circa il 0,6% della popolazione italiana, se si potessero risparmiare quei soldi per ciascuno di noi quanto si risparmierebbe? (Fra uomo e donna, conti fatti alla bene e meglio, potrebbe essere 50 € x 12 mesi x 36.000 persone circa = 21.600.000 €/anno, lo stipendio di un parlamentare medio circa!). Sono cifre ridicole rispetto ai problemi dell'Italia, lo so, ma si inizia dai piccoli gesti a risparmiare! Il famoso nichelino di Zio Paperone... Le caramelle rimborsate al consigliere regionale!
Come minimo, adesso che i neo-eletti scoprono quanto prendiamo al mese dallo Stato, ci tagliano tutto e fine della storia! In Italia si fa sempre bene a non smuovere troppo le acque... ;-)
Hasta Siempre
The Boss
"Buongiorno,
sono un vostro iscritto da 10 anni ormai e sinceramente ho sempre affrontato passivamente la vita associativa, ma ora vorrei porvi un quesito.
Cosa può fare la nostra associazione per il divario incredibile dei prezzi fra mercato libero e quello pagato dallo Stato? Perchè in farmacia un prodotto mi costa 5.25 € e al supermercato 2.49 €? http://www.lidl.it/cps/rde/xchg/SID-5A673C21-81C63FF0/lidl_it/hs.xsl/8097.htm
Poi a me celiaco conviene sempre e comunque la farmacia perchè 0€ è meglio che 2.49€, ma visto che tanto si parla di crisi e di spending review, perchè non si parte anche da questi fatti? Ho provato per gioco a fare la spesa virtuale comprando gli stessi prodotti senza glutine al supermercato, nella stessa quantità e marca che posso comprare con la sovvenzione statale di 149 € e mi costerebbe un terzo in meno! Ovvio che non costerà mai quanto il mangiare con glutine e che quindi ritengo corretta la sovvenzione che ricevo, ma perchè non possiamo fare qualcosa? Liberalizzare l'acquisto con voucher nei supermercati? So che in Regioni diverse dalla Lombardia esiste un sistema simile, perchè non si può aiutare anche la mia Regione a risparmiare?
Spero che accogliate la mia comunicazione come stimolo positivo e costruttivo, perchè ho sempre apprezzato il vostro operato e vorrei semplicemente dare, per la prima volta in 10 anni, un mio contributo attivo alla associazione.
Nell'attesa di una vostra gentile risposta, porgo cordiali saluti"
